Sono Valentina e faccio la Musifavolista. Sono una narratrice nomade che legge le storie su carta e nell'anima. Faccio la voce narrante, realizzo audiolibri, podcast e contenuti audio. Preparo e conduco percorsi e incontri di meditazione e organizzo contenuti di introduzione alle discipline contemplative. Uso arte e carte come espediente per fare indagine interiore; per raccontare le storie che abbiamo dentro o per costruirne di nuove. Non offro risposte ma trovo domande. Credo nella libera espressione artistica che ci rende tutti stelle sparpagliate in un unico grande cielo.

 

Le Carte Parlanti

Dove Ragione e Immaginazione si innamorano

Leggere carte o anima

Leggere i Tarocchi serve a leggere dentro di sé, e aiutare il prossimo a fare altrettanto.
Questo è il modo in cui vivo le carte: le uso per far parlare le persone.

Esistono vari modi di leggerle, a partire dai più vecchi metodi descritti nei trattati che sono arrivati a noi dal 1500 in poi,
fino ad arrivare alle applicazioni artistiche dei tarocchi nei contesti inerenti la spiritualità e la crescita personale.
Qualcuno nelle carte legge il futuro, qualcuno il presente;
c'è chi utilizza metodi e schemi, e chi legge in maniera intuitiva.

Il mio uso delle carte è di tipo tarologico, introspettivo, atto ad analizzare il presente e le possibilità del consultante.
Usiamo le carte per leggere, cercare e indagare il campo di chi porge la domanda, per restituire alla persona il suo pieno potere personale.
Nel mio modo di usare i tarocchi, non indovino il futuro e non prevedo i fatti che verranno.
Il mio approccio è orientato all'aiuto nell'indagare il momento, il sentire e il possibile fare della persona che ho di fronte.

Troviamo vari tipi di tarocchi, legati ai relativi sistemi di lettura.
Si possono leggere i Marsigliesi, i Rider Waite Smith, i Thot di Crowley o magari uno dei numerosi oracoli disponibili oggi;
qualcuno utilizza le sibille, le Lenormand oppure varianti delle più diffuse carte da gioco.
Ovviamente, ogni tipo di carte e sistema, subisce inevitabilmente personalizzazioni e modifiche in base a chi le usa.

78 porte da aprire sul dialogo

Credo che i tarocchi siano uno degli strumenti più adatti ad aprire le porte del dialogo.
Leggere le carte, per sé stessi o per gli altri, educa ad un ascolto di tipo empatico, insegna a porre domande diverse e più profonde, aiuta a esplorare l'animo attraverso la saggia guida degli archetipi fluidi dei tarocchi.

Per gusto e attitudine personale, io tendo a uniformare i vari sistemi, collegando significati e simbologie quando possibile.
Amo ogni tipologia di mazzo e ogni relativo uso, ma credo fortemente nell'integrazione che segue lo studio e la pratica, e sono certa che, rispondendo ogni singolo sistema alla natura unica dello strumento Tarocchi, sia possibile provare a utilizzare le carte fondendo le varie tipologie in un unico sistema.
Non me ne vogliano i puristi delle singole vie, questa è la mia visione personale e il cammino che ho scelto di intraprendere in questi ultimi anni.

Esistono così tanti tipi di carte fra cui scegliere, con così tanti relativi sistemi, che credo che in questi anni sia possibile sperimentare nuove vie e nuove forme.
Rispetto le vie tradizionali, le ho studiate e le studio.
Parte del mio lavoro, difatti, consiste nel lavorare ai testi inerenti carte e tarocchi,
e proprio durante queste ricerche si è rinforzata in me la volontà di usare in maniera fluida i vari sistemi e i vari mazzi.

“Gli arcani non rivelano misteri e non svelano segreti, ma segnalano i punti nodali dell’evoluzione psichica e invitano a sondare il mistero dell’individuailtà personale ed esplorare le vie segrete che conducono a un’esistenza piena!

Jean-Baptiste Pitois

Passato, Presente o Futuro?

Per alcune persone le carte sono in grado di prevedere il futuro.
Tanti anni fa ero anche io di questa idea, e pensavo che per leggerle servisse un dono particolare.
Oggi accolgo questo tipo di pensiero e lo rispetto, ma non rappresenta più il mio.

Per me le carte sono espedienti per indagare interiormente,
funzionano attraverso un linguaggio simbolico universale e personale.
Consentono un dialogo interiore e uno scambio di natura empatica con il consultante,
nutrono l'immaginazione, affinano l'intuizione e aprono le porte a domande che normalmente non ci porremmo.

Uso le carte in maniera meditativa e per indagare il presente, le luci e le ombra nella persona che chiede un consulto.
Non faccio letture di tipo divinatorio, non guardo ciò che riserva il futuro, non osservo terze persone e le relative azioni-pensieri-sentimenti, né tratto questioni di salute.
Mi piace pensare di essere una figura intermedia fra quello che la persona riesce a vedere di sé e ciò che non riesce a mettere a fuoco, senza alcuna pretesa di prevedere ciò che ci aspetta, aiutando invece ad accogliere ciò che già è.

Del farne tesoro

Un consulto tarologico è rivolto ad aiutare la persona a guardare dentro sé stessa in maniera più nitida.
Serve a focalizzare la nostra attenzione e la nostra intenzione, raccogliendo un momento di ascolto profondo intorno a poche carte.

Da un certo punto di vista, così facendo potremmo utilizzare qualsiasi tipo di carta illustrata in questo modo.
Quindi perché i Tarocchi?
Per il loro linguaggio, per gli archetipi potenti che raffigurano, per la magia della loro stessa natura.
Per lo studio e la storia racchiusi nei simboli delle lame, per l'amore e le arti di chi le ha disegnate e curate negli anni e nei secoli.
Per il potere che abbiamo attribuito loro nel corso dei secoli, tra libri e credenze popolari, e che arricchiscono la sacralità del gesto di leggerle.
Per l'energia così unica che si genera durante un consulto, quando si abbassa il volume del mondo di fuori e il suono delle carte si fa musica.