Sono Valentina e faccio la Musifavolista. Sono una narratrice nomade che legge le storie su carta e nell'anima. Faccio la voce narrante, realizzo audiolibri, podcast e contenuti audio. Preparo e conduco percorsi e incontri di meditazione e organizzo contenuti di introduzione alle discipline contemplative. Uso arte e carte come espediente per fare indagine interiore; per raccontare le storie che abbiamo dentro o per costruirne di nuove. Non offro risposte ma trovo domande. Credo nella libera espressione artistica che ci rende tutti stelle sparpagliate in un unico grande cielo.

 

Meditazione Aspecifica Sensoriale

Ricordati chi sei. Ricorda che ci sei.

Perché meditare?

Ognuno ha i suoi motivi, in linea con i suoi bisogni.
La meditazione allena la consapevolezza, stimola le capacità proprio/enterocettive, sviluppa l’equanimità, la capacità di stare tanto nel sereno quanto nella tempesta, dentro e fuori di noi.
Si medita per acquietare la mente, per ridurre lo stress, per ricordare la vita che abbiamo dentro e riconnettersi a essa.
Si medita per cercare risposte e trovare domande.

Come si medita?

Si comincia solitamente con una guida e ci si sposta lentamente nel silenzio individuale.
Si medita più spesso da seduti, direzionando la nostra attenzione consapevole sulle sensazioni del respiro e del corpo, portandola poi a espandersi al suono, ai pensieri e alle emozioni.
Si medita anche camminando, da sdraiati, con l’ausilio di mantra, di concetti e intenzioni.

Quale meditazione?

Credo che la strada giusta vada scelta col tempo e con l’esperienza.
Negli anni ci sono state numerose fusioni, semplificazioni e ramificazioni delle discipline considerate come tradizionali.
Io ho trovato il mio percorso nella forma di meditazione aspecifica di consapevolezza del respiro e del corpo, anche detta mindfulness, ispirata alla vipassana; mi impegno spesso anche nella meditazione di gentilezza amorevole, Metta Bahavana, e trovo beneficio dal canto di alcuni mantra.

Come orientarsi?

Provando in prima persona.
Per quanto i benefici siano contemplabili già nelle prime settimane, la meditazione non è una soluzione miracolosa, si basa unicamente sull’impegno e sulla responsabilità individuale.
Trovare il sentiero che sia meglio percorribile per noi è possibile solo cercandolo davvero, mantenendo mente e cuore aperti e concedendosi lo spazio/tempo dell’ascolto interiore e del cambiamento.

Dei Sensi e del Sensoriale

Ho seguito una formazione in meditazione di  tipo Mindfulness, dunque derivata dall’approccio aspecifico di JonKabat Zinn.

La mia personale esperienza nel percorso mbsr da praticante ha influenzato molto il recupero di determinati aspetti di sensorialità e percezione,
dunque nei miei percorsi mindful-based cerco di porre molta attenzione all’uso dei sensi come strumenti di ascolto.
Propongo incontri in formula “Lab” con focus specifico su un oggetto/senso di contemplazione e “Lab Light” di venti minuti di sola pratica condivisa;
lavoro spesso online e cerco di mantenere tempistiche snelle per assicurare. a chi viva ritmi frenetici, di poter praticare e seguire con quanta più regolarità possibile.

Condurre, facilitare, insegnare

La consapevolezza si insegna?

Non saprei. Io, di certo, non la insegno.
Il ruolo di facilitatrice consiste nell’impegno tempo/lavoro di organizzare contenuti, spazi e incontri
nei quali condurre meditazioni e invitare ad ampliare lo sguardo sulla visione della “consapevolezza”.

Il mio pensiero a riguardo è che nessuno può insegnare tutto ciò che un serio lavoro sulla meditazione può trasformare nella persona,
perché si tratta di un cammino individuale, una scelta personale, un impegno che prendiamo con noi stessi.
Possiamo decidere cosa e come imparare, risvegliando quella parta saggia e consapevole che alberga dentro di noi.

Sono conscia del fatto che vi siano aspettative su chi conduca pratiche meditative
e ci sia la tendenza a pensare che queste persone “siano in pace con sé stesse e con il mondo” ma non necessariamente è così.
La realtà che vediamo è parziale, ciascuno di noi è umano e imperfetto,
dunque la nostra vera forza risiede nel riconoscere che siamo tutti uno, che siamo tutti in cammino
e che, in qualche modo, siamo tutti connessi e interconnessi attraverso le nostre scelte,
i nostri gesti-pensieri e le nostre azioni nel mondo.

L’impegno e la disciplina si possono stimolare.
La meditazione si può condurre e guidare.
I concetti si possono elaborare e comprendere.
Ma la scelta di accogliere, imparare e trasformare è sempre e solo nelle tue mani.

Intenzione

La meditazione è una scelta deliberata, un impegno costante. Ci assumiamo la responsabilità di allineare ciò che siamo a ciò che facciamo attraverso il complesso reticolo pensieri/parole/gesti.

Qui & Ora

L'unico momento della nostra vita in cui siamo presenti e proattivi. L'unico tempo che abbiamo a disposizione per agire la vita e operarla dentro e fuori noi.

Equanimità

La capacità di osservare e semplicemente accettare ciò che è, andando al di là di ciò che c'è e ciò che non c'è.

Ricordo di sé

Meditare ci orienta verso l'introspezione, alla ricerca del profondo ricordo della nostra natura gentile e amorevole

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